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Novembre 2007

Fare Modificazione nell’Edificio senza il Permesso dell’Architetto

Secondo l’articolo 35 della Costituzione, tutti hanno il diritto di proprietà ed di successione. Questi diritti si possono limitare solo a motivo dell’interesso pubblico e dal legge. L’uso del diritto di proprietà non può essere contrario all’interesso publico.

Il proprietario dell’edificio (il proprietario) ha il diritto di utilizzarlo secondo i suoi bisogni sia esso abbia fatto costriure l’edificio ad architetto tramite contratto d’appalto oppure l’abbia comprato. Questo diritto viene dal diritto di proprietà che è stabilito dal Codice Civile Turco. Il diritto di proprietà è regolato nell’articolo 683 del Codice Civile come segue: “Ciascuno che è il proprietario di un bene ha i diritti di utilizzare, godere e disporre su di esso a sua volontà entro i limiti dell’ordinamento giuridico. Il proprietario ha il diritto di aprire un’ azione esecutiva contro colui che sono in possesione illegittima del suo bene, in più esso ha anche il diritto di querelare per prevenire ogni intervento illegitimo.”

Il proprietario può modificare ed ampliare l’edificio entro i limiti del regolamento di urbanizzazione e in modo più economio ed efficace. Inoltre, secondo il regolamento cambiato di urbanizzazione fare modificazione non è solo un diritto del proprietario ma è anche un dovere. In questo caso, non si può trattare di impedimento della modificazione dall’architetto che aveva costruito l’edificio. Secondo la dottrina del Diritto Svizzero, in caso se una modificazione essenziale è indispensabile per la continuità della funziona economica dell’edificio, questa situazione è uguale al crollo e ricostruizione dell’edificio e nessun diritto è consegnato all’architetto .

Secondo il Diritto Turco, sebbene il Codice Civile consegni questi opportunità al proprietario, si tratta di alcune limitazioni del diritto di proprietà intellettuale. Il proprietario non deve recare pregiudizio all’onore ed il prestigio professionale dell’architetto. Questa significa piuttosto la conservazione degli elementi architetture che dimostrano la creatività dell’architetto che la propria conservazione della forma originale dell’edificio . Altrimenti, il proprietario avrà violato l’originalità dell’edificio ed il lavoro intellettuale dell’architetto solo per i motivi funzionali.

La Legge delle Opere Intellettuali ed Artistiche “Fikir ve Sanat Eserleri Kanunu” (FSEK) articolo 16; “Non si può fare abbrevazioni, giunte od altre modificazioni nell’opera oppure nel nome dell’autore dell’opera senza il permesso dell’autore dell’opera (architetto). Colui che fa un opera, lo offre al pubblico, ne fa le copie, lo pubblica, lo presenta o lo stende in qualsiasi modo può fare tutte le modificazioni necessarie per fare l’opera, farne delle copie, presentarlo o pubblicarlo anche senza un permesso specifico dell’autore dell’opera. L’autore dell’opera può vietare tutte le modificazioni che rechi pregiudizio al suo onore e suo prestigio oppure che deforma il carattere e le qualità dell’opera. È invalido la derogazione di questo diritto di vietare anche se concluso nel contratto.”

Nell’articolo 6 bis della Convenzione di Berna si stabilisce che l’autore conserva “il diritto di rivendicare la paternità dell'opera e di opporsi ad ogni deformazione, mutilazione od altra modificazione, come anche ad ogni altro atto a danno dell'opera stessa, che rechi pregiudizio al suo onore od alla sua reputazione.”e che questi diritti “sono, dopo la sua morte, mantenuti almeno fino all'estinzione dei diritti patrimoniali.”

Per poter chiamare un opera come un opera d’arte e per fornire la tutela legale, esso deve rappresentare il carattere (le particolarità) del suo autore. Per questa ragione, fare delle modificazione nell’opera può ogni tanto risultare ad un danno alla qualità del’opera. Modificare una parte importante per la qualità dell’opera sarebbe la violazione della qualità dell’opera e darebbe rilievo alla compensazione visto che il carattere dell’autore può essere osservato nell’intero opera oppure in una parte definitiva della particolarità dell’opera.

Nel contesto di questa spiegazione, possiamo esaminare l’articolo 16 della FSEK come segue:

Visto che il nome ed il contenuto dell’opera e la forma dell’opera costituiscono un completo, è ovvio che l’autore ha un benefit morale nella protezione del suo opera. Per questo motivo, ogni modificazione che colpirà il carattere dell’opera oppure dell’“edificio” (oppure la reputazione dell’autore) è considerato come una violazione di diritto. Nella luce di tutto ciò sopra, si tratta del diritto di opporsi ad ogni deformazione nel nome, nel contenuto o nella forma dell’opera nel caso di un pregiudizio all’onore od alla reputazione dell’autore, oppure nel caso di una deformazione del carattere o le qualità dell’opera .

Secondo l’articolo 16/2 della FSEK l’autore può consegnare anche il diritto di fare modificazioni dell’opera coi dirittti altri pecunari dell’edificio al datore di lavoro oppure al proprietario dell’edificio tramite un contratto scritto oppure una clausola nel contratto. Inoltre, si può anche dire che colui che hanno ottenuto i diritti di fare, produrre (cioè costruizione, applicazione dei progetti all’edificio), presentare o stendere l’opera dal proprietario dell’opera sono anche permessi di fare tutte le modificazioni necessarie per utilizzare questi diritti.

Tuttavia, nel caso se la modificazione reca pregiudizio al suo onore od alla sua reputazione obiettivamente oppure deforma il carattere e le qualità dell’opera l’autore dell’opera (anche se avrebbe permesso all’inizio) può opporsi a questa modificazione e può impedire la presentazione dell’opera al pubblico. La deroga totale dell’autore dell’opera di questo diritto tramite contratto è invalido secondo l’articolo 16/3 della FSEK. .

La Corte di Cassazione ha stabilito in una decisione nel 2001 che: “Nel caso di modificazione dell’opera d’arte (progetto arctitetto) ingiustificata e senza il permesso dell’autore, si deve se possibile riportare allo stato originale e se questa cancellazione di modificazione non danneggia essenzialmente il benefito pubblico ed il benefito dell’autore...” Inoltre, in questa decisione viene anche sottolineato che “se a causa della modificazione ci sarà un’ esecuzione (destruzione parziale), si deve anche spiegare il modo di questa desrtruzione in dettaglio nella decisione e si deve esprimere la decisione di riportare allo stato originale chiaramente.”

Considerando la qualità artistica delle opere arctihetto in qualità di edificio e palazzo – oltre dei monumenti e simili – possiamo concludere che queste devono essere concepite come opere d’arte e qui in luogo della protezione dei piani, progetti, disegni e modelli come opere scientifiche si tratta della protezione l’edificio medesimo. Tuttavia, nelle opere architetto occorre anche un altro aspetto che l’aspetto estetico. È la necessità di funzionalità. Funzionalità, cioè, essere utile e rispondere alle esigenze è la caratteristica più importante delle opere architetto che le distingue dalle altre opere d’arte. Considerando questo fatto, il diritto di opporsi alle modificazioni dell’architetto come l’autore (FSEK articolo 16), è molto più limitato comparando con le altre opere d’arte. Secondo la giurisprudenza della Corte di Cassazione; la modificazione di un’ opera architetto (un edificio) che era disegnata per rispondere alle esigenze è soggetto di una tutela più moderata che la tutela delle altre opere d’arte.

Quando l’architetto fa la costruzione, applica i piani ed i progetti, è già consapevole che questo lavoro è per il motivo di rispondere ad alcune esigenze pratiche. Come sopra indicato, nelle opere artihetto, differendo delle altre opere d’arte, la funzionlità è più rilevante che le preoccupazione estetiche. Per questo ragione, nel caso se la funziona rilevante al tempo di costruzione cambi o scompaia, è indispensabile che l’architetto sopporti le modificazioni secondo le nuove esigenze od il crollo totale dell’edificio. Quindi si deve assumere che già al livello di progettazione l’architetto abbia consegnato al proprietario il diritto di modificare l’edificio nei limiti del diritto di proprietà ed il regolamento di urbanizzazione, con la condizione di rispettare l’onore e la reputazione dell’architetto. Questo fatto è accettato da molto tempo dalla dottrina e dalla giurisprudenza oltre di essere stabilito nei codici moderni sui diritti intellettuali nei paesi Europei .

In una decisione della Corte di Cassazione nel 2004, viene espresso che “la pretensione che una modificazione nel progetto costituisce una violazione di diritto può anche dare rilievo all’abuso di diritto nel senso dell’art. 2 del Codice Civile secondo le particolarità del caso. Per questo ragione, il fatto che il proprietario ha modificato il progetto senza permesso nel caso di un’ esigenza tecnica non giustifica la pretensione dell’autore di progetto che l’opera è stata modificata senza il suo permesso.”

Nel contesto delle modificazioni senza il permesso dell’autore dell’opera che superano i limiti di necessità, la Corte di Cassazione permette la domanda dei danni morali insieme alla domanda di riporto allo stato originale se la modificazione deformi il carattere o rechi pregiudizio all’onore ed alla reputazione dell’autore. Tuttavia, nel diritto Turco c’è un problema nella quantità della compensazione dei danni morali che sorge dalla Corte di Cassazione. Secondo la Corte di Cassazione la quantità della compensazione morale non può dare rilievo all’arrichimento. Per questo ragione, la Corte di Cassazione trova eccessiva le decisione di compensazione morale più di 5.000 – 10.000 YTL e costringe le corti locali a decidere alle compensazioni morali bassi. Immaginate che fate un affaro di un millione di dollari, il vostro progetto e la vostra opera vengono rovinati dopo cinque anni e voi dovete accontervi di una compensazione di 5.000YTL. Purtropo, la Corte di Cassazione da rilievo a tale situazione con le sue decisione.
H. BÜHLMANN: Schweizerische Juristenzeitung 1991, Heft 8, p. 139; Troller: ZBJV 1945, p. 385; BGE 117/II p. 466-479 medesimo EREL, idem., p. 128. Mario M. PEDRAZZINI: Neuere Entwicklungen im Urheberrecht des Architekten, Droit de la Construction BR/DC/1-93, p. 6-7; TROLLER, ibid., p. 384 vd.; Lutz: p. 624 Naklen EREL, ibid., p.127 EREL, ibid., p. 128. Inoltre, l’articolo 12 della Conc,venzione di Berna stabilisce che gli autori hanno un diritto esclusivo di permettere ad ogni modificazione delle loro opere. Ogni atto di modificazione che deforma il carattere e l’integrità dell’opera è abbastanza per la domanda dei danni morali (HGK. 11/2/1983, E. 1981/4-70 K. 1983/123, ÇEVÝK: age.,s. 22 not 9). (Yargýtay Kararlarý No: 4) Yargýtay 15.HD. E. 1992/490, K. 1992/1984, T. 15.4.1992: “…il propretario dei progetti fatti e consegnati è l banca convenuta. (...) nelle condizioni di progetto allegato… oltre di stabilire che visto che i progetti saranno consegnati alla banca dopo di essere confermati dall’aministrazione, la banca poù fare ogni modificazione che concepisce necessaria secondo lo sviluppo del lavoro senza l’approvazione dell’autore del progetto, esprime anche che l’autore dell’opera conserva il diritto di opporsi alle modificazioni che recano pregiudizio al suo onore ed alla sua reputazione e deforma il carattere e la particolarità dell’opera anche se avrebbe permesso senza alcuno riservo. Considerando il regolamento chiaro della legge; occorre un rapporto per stabilire se il carattere e la particolarità dell’opera sono stati deformati dando rilievo alla compensazione morale, (…) per decidere sulla domanda dei danni morali dell’attore, (…) a causa dell’applicazione del progetto, (…)” (Y.K.D. Cilt 18, Sayý 10, Ekim 1992, s. 1585-1586) (Yargýtay Kararlarý No: 6) 11. HD., 29.3.2001, E. 2001/143, K.2001/2548. (Yargýtay Kararlarý No: 40) Martin J. LUTZ: Über das Urheberrecht des Architekten bei des Anderung von Bauwerken, Festschrift für M. PEDRAZZÝNÝ, Bern,1990, s. 617 vd.; Alois TROLLER: Das Urheberrecht an Werken der Architektur, ZBJV., Band 81, Heft 9, Sept. 1945 Medesimo EREL, ibid., s. 125. Per il diritto Belgo vedi: Revue de droit Intellectuel 1946, p. 22; Il Codice Finlandese (1961) § 13; Il Codice Italiano (1941) art. 10/II; Il Codice Giapponese (1970) § 20; Il Codice Olandese (1912) art. 25/I,b; Il Codice Novegese (1961) § 12; Codice Austriaco § 83/III; Codice Swedese (1960) § 13; Codice Civile degli USSR (1964) art. 492-494 medesimo EREL, ibid., p.126. 11. HD., 14.10.2004, E.2004/9774, K.2004/9844. (Yargýtay Kararlarý No: 55) “La raffineria di acqua pianificato, progettato e costruito dall’azienda attore è tutelata dalla FSEK. Tuttavia nel processo che si basa sul fatto che il carattere dell’opera è stato deformato tramite la successiva costruzione dell’unità di produzione di colore (da un altro che l’attore sulla domanda del convenuto) e che si da l’impressione cancellando la tabella dell’attore che tutte le unità sono stato costriute dal convenuto, viene concluso che gli atti costituiscono violazione nel contesto della FSEK. È deciso alla prevenzione del violemento dal parte delle convenute, al riporto allo stato originale dell’opera ed alla compensazione morale. È anche concluso che non vi è luogo alla compensazione patrimoniale.”11. HD., 1.7.1996, E. 1996/2451, K. 1996/4820. (Yargýtay Kararlarý No: 13)


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