“La Responsabilità dell’Appaltatore verso il Proprietario del Territorio nel Caso di Fallimento di Ottenere il Permesso di Urbanizzazione nei Contratti di Costruzione o dell’Ostruzione della Costruzione dall’Amministrazione e l’Impatto di Questa Situazione al Contratto di Costruzione”
L’adempimento delle obbligazioni che nascono dei contratti di costruzione possono diventare molto oneroso od imposibile dopo della conclusione del contratto a causa del fallimento di ottenere i permessi necessari oppure a causa dell’ostruzione della costruzione dalle autorità competenti conseguente dei frequenti cambiamenti nei regolamenti di urbanizzazione del nostro paese. In tale casi, le risposte delle domande “che cosa sarà la responsabilità dell’appaltatore?” oppure “chi pagherà i danni del proprietario della costruzione?” dipenderebbero da due situazioni. La risposta sarebbe determinata in primo luogo secondo se l’impossibilità esistava prima del contratto oppure è emerso successivamente; in secondo luogo se l’impossibilità è data dalla colpa delle parti o no.
Secondo questa classificazione;
La parte che non ha avvertito il suo contraente dell’impossibilità consapevolmente sarebbe risponsabile dalla sua “culpa in contrahendo”, in altre parole dalla sua colpa alle trattative. La dottrina che prevede che nel caso se una delle parti sappia che il soggetto del contratto è impossibile, cioè il contratto è nullo e non avverta il suo contraente, essa deve risarcire i danni dell’atra parte che sorgono della nullità del contratto è generalmente riconoscuito. La responsabilità “Culpa in contrahendo” può emergere in diverse modi. Alcuni tipi sono regolati dalla legge (Legge delle Obbligazioni art. 31/p.2, art. 26, art. 39) ed alcuni altri tipi sono riconosciuti dalla giurisprudenza in conformità alle opinioni nella dottrina.
Può darsi anche nel faso delle trattative che la costruzione che è il soggetto del contratto sia contratio ai regolamenti di urbanizzazione od ai piani di costruzione. In questo caso, la consapevolezza di una delle parti di questo fatto sarebbe considerato nel contesto della “culpa in contrahendo” ed il contratto sarebbe nullo. Nel caso se nessuna parte sia consapevole di questo fatto, il contratto sarebbe nullo secondo “l’impossibilità oggettiva originaria” nel senso dell’articolo 20 della Legge delle Obbligazioni. Per questo raigone il contratto non darebbe origine all’obbligazione né per l’appaltatore né per il proprietario della costruzione. Un altro fatto che si deve sottolineare è che l’impossibilità deve essere “impossibilità oggettiva” per poter dare rilievo alla nullità del contratto. Cioè, il soggetto del contratto deve essere impossibile non solo per le parti ma per tutti. Nella dottrina e nella giurisprudenza è generalmente conosciuto che nel caso se il contratto di costruzione sia nullo a causa dell’impossibilità oggettiva originaria, le parti non potrebbero richiedere risarcimento, però ogni parte dovrebbe restituire quello che ha ottenuto nel contesto dell’arrichimento ingiustificato. Nel caso di un’ “impossibilità soggettiva” dal punto di visto delle parti, questa impossibilità non colpirebbe la validità del contratto di costruzione che è in qualità di negozio giuridico.
Nel caso se l’impossibilità emerga dopo della conclusione del contratto, gli effetti dell’impossibilità sul contratto e sulle parti dipenderebbero secondo la colpavolezza delle parti.
Confermamente, non si può parlare più dell’impossibilità dell’adempimento nei casi del fallimento di ottenere il permesso di urbanizzazione o del fallimento di ottonere il permesso di costruzione per la colpa dell’appaltatore (ad esempio, nel caso se l’appaltatore abbia fatto una domanda che non si conforma ai requisiti dell’articolo 22 della Legge di Urbanizzazione no. 3194 che regola i requisiti del permesso di costruzione; oppure nel caso se l’appaltatore abbia fatto la costruzione contro il progetto che era stabilito nel contratto ed abbia causato al fallimento di ottenere il permesso della costruzione disopra del suolo oppure all’ostruzione della costruzione). L’appaltatore deve correggere le parti contre al progetto od ai regolamenti di urbanizzazione e deve adempiere proprio. Altrimenti sarebbe risponsabile secondo l’articolo 96 della Legge delle Obbligazioni . Inoltre, il proprietario del lavoro avrebbe il diritto di dare notizia dell’inadempimento e risolvere il contratto secondo gli articoli 106-108 della Legge delle Obbligazioni a causa del ritardo causato dai lavori contro al progetto stabilito nel contratto o ai regolamenti di urbanizzazione .
Si deve sottolineare che nella nostra Legge delle Obbligazioni non ha regolato chiaramente la situazione dell’impossibilità causata dal debitore. Per questa ragione, nel caso dell’inadempimento l’obbligazione di risarcimento dei danni del creditore sarebbe soggetto dell’articolo 96 della Legge delle Obbligazioni. Nei casi in cui il debitore non sia responsabile dell’impossibilità, l’articolo 117 della Legge degli Obbligazioni si applicarebbe e il debito sarebbe terminato. Però, si osserva che nell’articolo 371 della Legge delle Obbligazioni sul contratto d’appalto, la situazione dell’impossibilità per causa non imputabile è regolata. Secondo l’articolo, nel caso se l’appaltatore muoia o divenga incapace di compiere il lavoro senza sua colpa, e se il contratto era fatto riguardando la personalità dell’appaltatore, il contratto sarà annullato. Nel testo dell’articolo l’espressione “divenga incapace di compiere il lavoro senza sua colpa” è nel senso dell’impossibilità per causa non imputabile. Tuttavia, il secondo paragrafo dell’articolo propone che “in questo caso se la parte costruita è utilizzabile, il proprietario del lavoro deve accettarla e parage il prezzo”. Questa espressione è diversa del secondo paragrafo dell’articolo 117 della Legge delle Obbligazioni che regola l’impossibilità in generale e che propone che ogni parte dovrebbe restituire quello che ha ottenuto nel contesto dell’arrichimento ingiustificato. Questa situazione è particolarmente importante nei contratti di costruzione. Perché una costruzione non terminata sarebbe sempre “inutilizzabile” in questo senso, visto che il permesso di residere non sarebbe ottenuto. Però, questo risultato sarebbe contro lo scopo del secondo paragrafo dell’articolo 371 della Legge delle Obbligazioni. Per questo ragione qui “utilizzare” deve essere interpretata in senso ampio e confermamente allo scopo della Legge deve essere concepita come “servire al proprietario”. Se la parte costruita servirebbe al proprietario in qualche modo, esso deve fare un pagamento proporzionale all’appaltatore nel caso dell’impossibilità per causa non imputabile.
Nei casi in cui l’appaltatore non riesca ad ottenere il permesso di costruzione per il soggetto del contratto di costruzione per colpa sua oppure causa all’ostruzione della costruzione per non conformità al progetto, la possibilità del proprietario del lavoro di dare notizia dell’inadempimento all’appaltatore secondo le previsioni generali della Legge delle Obbligazioni e scegliere tra i suoi diritti la rescissione del contratto dipende a se l’obbligazione derivante dal contratto è dovuta o non. In altre parole, visto che non si può parlare di non inadempimento di un debito non ancora dovuto, nonostante l’articolo 82 della Legge delle Obbligazioni [che regola il diritto di rescissione prima della scadenza del contratto nei casi in cui il debito non sia garantito ed il debitore si trovi nello stato di insolvenza, sia fallito, l’esecuzione forzata resti senza risultato], per dare la notizia di non inadempimento secondo le previsioni generali del diritto delle Obbligazioni, si aspetterà la scadenza del debito.
Nel caso se la costruzione che era cominciata con un permesso della costruzione disopra rilasciata secondo un presente piano di urbanizzazione sia ostruita a causa di un cambiamento nei piani di urbanizzazione, in altre parole nel caso se l’adempimento divenga impossibile a causa di un motivo giuridico dopo della conclusione del contratto, due aspetti emergerebbero che si dovrebbe esaminare: Primo, gli effetti della presente impossibilità sul contratto delle parti, e secondo, le relazioni tra l’amminisrazione che cambia il piano di urbanizzazione e le parti.
L’articolo 117 della Legge delle Obbligazioni stabilisce che la parte di cui l’adempimento del debito è divenuto impossibile giuridicamente dopo della conclusione del contratto è esenato dell’adempimento. Inoltre, il paragrafo secondo del detto articolo prevede che se una delle parti è liberata per l’impossibilità anche la controparte sarà liberata dalle sue obbligazioni; cioè la parte liberata per l’impossibilità perderà il suo diritto di domandare l’adempimento del controprestazione. Nel caso se la parte di cui l’adempimento del debito è divenuto impossibile abbia ricevuto il credito prima, esso dovrà restituire quello che ha ottenuto nel contesto dell’arrichimento ingiustificato. La Corte di Cassazione prevede che l’appaltatore ha il diritto richiedere il valore aggiuntivo creato sul territorio del proprietario secondo le disposizioni sull’arrichimento ingiustificato, però esso non sarà intitolato a richiedere gli utili mancati.
Quelli che possiamo dire della relazione tra l’amministrazione che cambia il piano di urbanizzazione e le parti sono come segue: Il problema se i diritti guadagnati secondo i piani prima del cambiamento saranno conservati o no e la situazione del permesso di costruzione sono anche importanti. Innanzitutto, si deve indicare che gli atti amministrativi divengono efficaci e producono effetti dopo della loro entrata al vigore. L’eccezione di questa regola è “l’atto di annullamento” secondo cui il seguente atto amministrativo avrà l’efficacia per il passato. Però, negli atti amministrativi un cambiamento produce effetti dalla data che è entrato in vigore. Visto che i piani di urbanizzazione sono atti regolatori, in principo, non danno rilievo ai diritti. In altre parole, non si può pretendere un diritto sul base di un piano di urbanizzazione. Gli atti che danno rilievo ai diritti (as esempio rilasciamento del permesso di costruzione) sono degli atti amministrativi personali. Nel caso se la modificazione del piano urbanistico colpirà gli atti amministrativi personali, si tratterà del principio di rispettare i diritti guadagnati. Nella giurisprudenza, il Consiglio di Stato ha dato per lungo tempo delle decisioni contraddittorie. In una sentenza del 1983 ha giudicato che “... Non si tratta dell’inconvenienza nell’annullamento della parte rilevante al terzo piano del permesso di costruzione sul fatto che l’edificio a due piani che era costruito secondo il precedente piano urbanistico e che costituisce un diritto guadagnato sia rimasto nella zona che è stata dedicata ai servizi pubblici a con la modificazione del piano urbanistico...”; però in un’ alta sentenza del 1984, ha indicato che “... Non è contro ai regolamenti l’ostruzione della costruzione dell’edificio che sta essendo costruito secondo il precedente piano urbanistico e di cui le colonne del terzo piano sono già costruite sulla base della diminuzione del numero dei piani modificando il piano urbanistico.”
Ultimamente le decisioni del consiglio di Stato sono più coerenti; si è conoscuito che le proprietà solitarie ed i piani che erano costruiti coi permessi rilasciati second l’esistente piano urbanistico saranno tutelati secondo il principio del rispetto ai diritti guadagnati. Nelle sentenze del Consiglio di Stato, per determinare il contenuto dei diritti a tutelare non si non si darà retta solo alla conformità del permesso di costruzione al piano urbanistico, ma si consirererà anche l’altezza raggiunta dell’edificio che sta essendo costruito secondo questo permesso di costruzione.
Inoltre, il Consiglio di Stato stabilisce secondo il principio di responsabilità dell’amministrazione il dovere del municipio di compensare i danni di colui che hanno subito dei danni fisici e morali a causa della modificazione del piano urbanistico; tuttavia se non si trattasse di un permesso di costruzione rilasciata ed una costruzione cominciata secondo questo permesso, la corte non accetta solo la compensazione dei danni che dipendono alla diminuzione di valore e del cambiamento della situazione urbanistica.
Come si capisce dalle decisioni del Consiglio di Stato, c’è la possibilità che la costruzione non possa fatta come indica il contratto di costruzione a causa dei cambiamenti nella situazione urbanistica. Quindi, chi sarà responsabile del danno in questa situazione?
In tale situazione è ovvio che le situazioni che avevano influenzato le volontà di entrambi l’appaltatore e l’appaltante sono cambiate in grande misura. Perché può darsi che la costruzione dell’edificio che le parti hanno deciso di costruire in un contratto non possa essere possibile senza derogazioni e limitazioni importanti. In tale situazione, sebbene non ci sia un’ impossibilità nel senso dell’articolo 117 del codice delle Obbligazioni, può essere chiaro che le parti non farebbero questo contratto se le condizioni alterate fossero presente prima della conclusione del contratto. In tale situazione, le parti non dovrebbero essere vincolati con il contratto. D’altre parte, considerando il principio fondamentale di pacta sunt servanda, ci sarebbe una contaddizione tra l2effetto vincolante del contratto e l’equità contrattuale. Si cerca di risolvere questa cotraddizione del diritto con il principio rebus sic stantibus (eccessiva onerosità sopravvenuta) che si basa sul principio di buona fede. In questo caso, l’adattamento del contratto alle condizioni alterati dovrà essere richiesto da una delle parti. L’adattamento del contratto alle condizioni alterati è conoscuito dalla dottrina, inoltre il Corte di Cassazione accetta nelle sue sentenze le domande di adattamento che è un’ esigenza del diritto contemporaneo.
Seguendo l’adattamento, il Corte di Cassazione modifica, se necessario, la proporzione tra le prestazioni nella costruzione incompiuta.
1.”OÐUZMAN/ÖZ”, “Borçlar Hukuku Genel Hükümler” [Principi Generali del Diritto delle Obbligazioni], Ýstanbul,1995, p.306-309
2. “Non c’è dubbio che nel caso, si tratterà della “responsabilità precontrattuale” ( CULPA IN CONTRAHENDO ).Infatti, la formazione del contratto è un processo. Prima della formazione del contratto, le parti fano delle trattative sul contenuto del contratto e delle obbligazioni delle parti, queste trattative possono durare lungo o corto.Con l’inizio delle trattative, si fonda una relazione tr le parti. Questa relazione si basa sulla fiducia ed assomiglia ad un contratto. La relazione di fiducia si basa alla buona fede regolata nell’articolo 2/1 del Codice Civile. Conseguemente, nelle trattative è necessario che le parti si spiegono il contenuto e le condizioni del contratto comportandosi conformamente al principio di buona fede, che facciano attenzione a non danneggiare i valori personali ed economici del controparte e che sorveglino il loro dovere di salvaguardare le controparti.Nel caso se le parti infrangano la relazione di fiducia iniziata con le trattative, saranno responsabili dei danni che nascano di questa situazione.” Yargýtay 13. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XIII] E. 1995/9375 K. 1995/9860 T. 13.11.1995
“Inoltre, nel contratto si è riferito oltre che l’inadempimento, alla responsabilità precontrattuale che nasce della fiducia che il contratto sara concluso. Nella dottrina è indubbio che questo tipo di responsabilità chiamato “culpa in contrahendo” possa essere base alla domanda di risarcimento. Non è trovato conveniente che la corte abbia deciso senza considerare questi aspetti.“ Yargýtay 19. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XIX] E. 2005/1932 K. 2005/479 T. 28.4.2005
3.”ÖZ, Turgut”, “Ýþ Sahibinin Eser Sözleþmesinden Dönmesi” [La Rescissione del Contratto d’appalto dalla Parte dell’Appaltante], Ýstanbul, 1989, p.164
4.”OÐUZMAN/ÖZ”, ibid 1, p.74-75
5.“Quindi, dobbiamo esaminare innanzitutto se l’immobile possa essere riportato alla situazione conveniente alla costruzione conformamente allo scopo del contratto. Se si trovi un’ impossibilità assoluta per questo, visto che il regolamento di urbanizzazione è imperativo, la corte deve considerare questo fatto e deve rifuitare la domanda dichiarendo che il contratto è nullo secondo l’articolo 20 del Codice delle Obbligazioni.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 1997/1995 K. 1997/2319 T. 1.5.1997
“Si osserva che vi è un’impossibiltà nell’adempimento del contratto nella data della conclusione del contratto sia a causa del fatto che l’immobile non è nell’ambito di urbanizazione, sia a causa di non partecipazione dei soci al contratto (20 C. Obbl.).” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 1999/1573 K. 1999/3113 T. 13.9.1999
“…In questa situazione, è ovvio che il soggetto del contratto è impossibile, e questa impossibilità è l’impossibiltà oggettiva originaria. Quindi, la decisione del corte non è giustificata visto che essa ha deciso di accettare l’azione sebbene il contratto sia nullo secondo l’articolo 20/1 del Codice delle Obbligazioni.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 2001/2101 K. 2001/4508 T. 11.10.2001
“… Impossibilità è una delle ragioni che terminano il contratto. Se si trova che l’impossibilità dell’adempimento risale a prima della conclusione del contratto (ad esempio, l’espropriazione dell’immobile,sia considerata campo verde o dedicato al servizio pubblico), il contratto sarebbe nullo perché l’adempimento è oggettivamente impossible (20 C. Obbl.). In tale situazioni, visto che il contratto sarà considerato nullo, non si può domandare l’adampimento basandosi sul contratto nullo.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 2003/6203 K. 2004/3318 T. 14.6.2004
“… Il contratto è nullo se l’impossibilità esiste già prima della conclusione del contratto e questa situazione risulta la stessa per tutti. … Un contratto di costruzione per proprietà condominiale è stato fatto col convenuto l’appaltatore e questa volta la proprietà è stata trasferita dal primo appaltatore al convenuto. Però, il permesso di costruzione non è ottenuto. Si tat adi un impossibilità oggettiva nel momento del contratto quanto riguarda il terrano degli attrici. In questa situazione, il contratto è nullo. Non si può pretendere risarcimento dei danni sul base del contratto nullo. Tuttavia, se le parti hanno adempiuto qualcosa, devono restituire secondo le disposizioni sull’arricchimento ingiustificato.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 2005/1974 K. 2006/2012 T. 5.4.2006
6.”ÖZ, Turgut”, ibid 3, p.165
7.“Tra i contratti a prestazioni corrispettive come il contratto d’appalto, non c’ è un articolo speciale nel codice delle obbligazioni sulla responabilità del debitore (l’appaltatore) che nasce dal suo inadempimento. Nelle disposizioni generali (art. 106-108), l’inadempimento del debitore nei contratti a prestazioni corrispettive è regolato. Quindi, non si trata di una lacuna dell’ordinamento, e come espresso nella decisione del Consiglio Generale delle Sezioni Civili, le disposizioni ad applicare nei casi soggetti all’unificazione della giurisprudenza sono gli art. 106-108 del Codice delle Obbligazioni.” Yargýtay Ýçtihadý Birleþtirme Genel Kurulu [Consiglio Generale per l’Unificazione della Giurisprudenza] E. 1983/3 K. 1984/1 T. 25.1.1984
“…Un contratto di costruzione per proprietà condominiale è conclusa fra gli attrici ed il convenuto Uður T. nel 2.7.1993… Gli appaltatori non hanno riuscito ad adempiere i loro debiti ai proprietari del terrano nel tempo previsto dal contratto. In questa situazione, i proprietari del terrano sono intitolati alla rescissione del contratto secondo l’art. 106 del Codice delle Obbligazioni.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 2005/534 K. 2005/1536 T. 16.3.2005
“…Il contratto di costruzione per proprietà condominiale è un contratto d’appalto e costituisce uno dei contratti a prestazioni corrispettive. … Nel caso dell’inadempimento di una delle parti nei contratti sinallagmatici; l’articolo 106 del codice delle Obbligazioni conosce tre diritti a scelta al controparte. La parte passiva del contratto può sempre domandare l’adempimento del contratto ed il risarcimento dei danni nati a causa del ritardo oppure esso può dichiarare che deroga dall’adempimento del contratto e dei danni a causa del ritardo dell’adempimento del contratto e può domandare i suoi danni a causa dell’inadempimento, oppure può rescindere il contratto.“ Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 2005/533 K. 2005/5448 T. 14.10.2005
8.” OÐUZMAN/ÖZ”, ibid 1, p.290-295
9.“ÖZ, Turgut”, ibid 3, p.160-161
10.”ÖZ, Turgut”, ibid 3, p.154-155
11.“… è divenuto ovvio che l’impossibilità assoluta è emersa dopo della conclusione del contratto. In questa situazione, visto che si capisce che l’impossibilità nasce oltre dei motivi nel controllo delle parti, il fatto che gli altri proprietari che non partecipano alla querela non consentino alla rescissione non avrebbe nessun effetto sul risultato. Quindi tutto che la corte può fare è dichiarare la rescissione del contratto sul base dell’art. 117 del codice delle Obbligazioni.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 1997/4191 K. 1997/5347 T. 12.12.1997
“… Si capisce che l’attrice abbia venduto una villa al convenuto ed il sito dove si trova la villa abbia deciso di costruire delle utilità sociali sul terrano dove la villa sarebbe costruita e che il detto terrano è rimasto come terrano verde a causa di una contraversia col municipio, che il municipio abbia deciso alla distruzione del sito e che la distruzione non abbia avuto luogo.Il convenuto ha adempiuto la sua prestazione contrattuale. La domanda che si basa sul fatto che la distruzione del sito è stato deciso e questa la situazione legale che è emerso dopo del contratto ha diminuito il valore della villa dell’attore non può essere accettata secondo l’articolo 117 del Codice delle Obbligazioni visto che il convenuto abbia adempiuto la sua prestazione e che la situazione sia emersa senza copla del debitore.” Yargýtay 13. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XIII] E. 2002/4251 K. 2002/6600 T. 4.6.2002
“…La domanda di appello è stata respinta perché il fatto che la costruzione non potrebbe essere fatta a causa del cambiamento nella situazione urbanistica dopo della conclusione del contratto e il contratto è terminato secondo l’articolo 117 del codice delle obbligazioni.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 2004/1009 K. 2004/5441 T. 27.10.2004
12.” OÐUZMAN/ÖZ”, ibid 1, p.424, “Tekinay/Akman/Altop, p.1011, DURAL “Borçlunun Sorumlu Olmadýðý Sonraki Ýmkânsýzlýk” [Impossibilità Sopravvenuta del cui il Debitore non è Responsabile], p.114
13.“…Il fatto che la costruzone è divantata impossibile senza una contraversia fra le parti a causa dell’impossibilità nell’unificazione delle parcelle no. 1 e no. 37, è stata disposto nel rapporto dell’ esperto (Cod. Obb. 117).Perciò le parti possono domandare quello che hanno ottenuto secondo le provisioni dell’arrichimento ingiustificato. Qui, quello che si può domandare è la ricchezza creata nei beni della contraparte.” Yargýtay 15. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XV] E. 1997/1139 K. 1997/2483 T. 12.5.1997
14.”SANCAKDAR, Oðuz”, “Belediyenin Ýmar Plânýný Yapmasý-Deðiþtirmesi ve Ýptal Davasý” [Preparazione, Modificazione e Cancellazione del Piano Urbanistico del Municipio], Ankara, 1996, p.154-155
15.Danýþtay 6.Daire [Consiglio di Stato Sez. VI], E.81/1983 K.83/939 T.3/3/1983
16.“…Nel caso, la costruzione del terzo piano è stata fatta con permesso ottenuto dall’attore, il permesso di utilizzazione è anche stato rilasciato ed è senza dubbio che occorre la compensazione dei danni che sono emersi dalla distruzione dell’edificio. Nella calcolazione dei danni a causa della colpa del municipio, si deve considerare i prezzi della data in cui i danni sono capitati.” Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato. Sez. VI], E. 2002/5832 K. 2003/3421 T. 2.6.2
17.“… Quanto alla pretensione del diritto guadagnato, secondo la giurisprudenza del Consiglio di Stato, non è sufficiente che il permesso sia rilasciato per determinazione del diritto guadagnato, ma si deve considerale l’altezza che l’edificio ha raggiunto. Nel caso, si deve considerare nel caso relativo alla distruzione dell’edificio che la costruzione era cominciata quando il permesso era valido e l’altezza raggiunta fino alla decisione di cancellazione del Corte Costituzionale costituisce un diritto guadagnato.”Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato. VI], E. 1991/482 K. 1991/3229 T. 24.12.1991
“… Attore si è rivolto all’amministrazione per la costruzione che ha voluto fare sul suo terrano che è zona residenziale, ha ottenuto il permesso nel 31.12.1992, sul fatto che la costruzione è stata compiuta nel 22.9.1994 ha anche ottenuto il permesso di utilizzazione. L’attore non ha avuto nessun colpa, errore o negligenza a causa di queste operazioni la costruzione considerata è stata fatta prona ad utilizzazione come è stata costruita in conformità al permesso di costruzione. L’attore ha un diritto guadagnato per un tale edificio ed il permesso di utilizzazione. In questo caso, non vi è nessun motivo giustificato nell’annullamento del permesso di costruzione successivamente ail’annullamento del piano urbanistico che proponeva che la zona è residenziale dal Corte nel 17.5.1995.” Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato Sez. VI] E. 1997/6294 K. 1998/5931 T. 3.12.1998
“… Nel caso, il pemesso di costruzione datata il 24.10.1995 è stata rilasciata in conformità al piano urbanistico,si è cominciato alla costruzione sul questo permesso, si è continuato alla costruzione malgore l’annullamento del piano urbanistico dalla Corte di Amministrazione nel 22.5.1997. La costruzione non è stata ostruita neanche dopo della conferma della decisione nel 26.11.2008 e il permeso di costruzione è stato annullato dopo due anni della cancellazione del piano urbanistico. In questa situazione, la Corte Amministrativa deve dare una nuova decisione considerando che per confermare alla decisione della Corte si deve fare una operazione nel 25.2.2000 e che il permesso è stato annullato e che si reichiede un nuovo progetto di restaurazione e che è necessario la conservazione della parte dell’edificio già costruita di cui la costriuzione è continuata nel frattempo”. Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato. VI], E. 2003/6430 K. 2004/948 T. 20.2.2004
“…Durante la costruzione è stata decisa dalla Corte Amministrativa alla cancellazione del piano urbanistico che provedeva per l’aumento nl numero ei piani nella zona, però si è schelto dall’amministrazione convenuta di sigillazione della costruzione nel 5.7.2001 invece dell’ostruzione dopo della decisione della Corte. Sebbene non sia sufficiente da solo il diritto guadagnato per il rilasciamento del permesso di costruzione per l’edificio dell’attore, nel caso del continuo alla costruzione dopo della decisione di annullamento dal Corte Amministrativa senza colpa ed errore dell’attore, si deve annullare il permesso di costruzione dell’edificio, sigillare la costruzione ed accetttare la parte già costruita come diritto guadagnato. Nel nostro caso però, sebbene il cambiamento nel piano urbanistico è stato cancellato nel 10.11.1998 dalla Corte Amministrativa, e che il permesso di utilizzazione è stato rilasciato all’attore nel 20.3.1999, il permesso è stato di costruzione è stato annullato nel 20.4.2001 e il permesso di utilizzazione è stato annullato nel 17.7.2001 e la decisione di ostruzione è stata data nel 5.7.2001 e la costruzione è stata sigillata, si deve accettare che nella data della decisione di distruzione l’attrice avev un diritto guadagnato. In questo caso, non vi è conformità alla legge nella decisione di distruzione dell’edificio sul base dell’annullamento del cambiamento nel piano urbanistico dalla decisione della Corte Amministrativa nel 10.11.1998.” Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato sez. VI] E. 2002/607 K. 2004/344 T. 2.6.2004
“… Nel caso dell’annullamento di u piano urbanistico che permetteva la costruzione in una zona, se la costruzione è stata continuata in conformità al permesso e senza colpa, frode o errore dell’attore, si deve sigillare la costruzione dopo della decisione della Corte e si deve conservare la parte gia costruita perché essa costituisce un diritto guadagnato.” Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato Sez. VI] E. 2003/6692 K. 2005/3650 T. 17.6.2005
18. “… Al rifuito della domanda di risarcimento dei costi fatti a causa del rifuito del rilasciamento del permesso di costruzione per il progetto fatto confermamaente al precedente piano urbanistico prima del cambiamento di esso, visto che il municipio non ha nessun colpa di servizio...” Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato Sez. VI] E.83/1277 K.84/3059 T.19.11.1984
“…Si deve accetare il risarcimento dei danni a causa della costruzione di strada sopra del livello di terra e due negozi sono rimasti sotto il livello di strada sul cambiamento del piano urbanistico ed in conformità a ciò, collegamento della strada davanti all’edificio all’autostrada…” Danýþtay 6. Daire [Consiglio di Stato Sez. VI] E.86/296 K.86/553 T.28.5.1986
19.“Av.Celal Ülgen”, “Dövizle Borcu Olanlar Ýçin UYARLAMA DAVALARI” [Le Cause d’Adattamento per i Debiti in Divisa Straniera], Ýstanbul, 2001
20.“…Il principio di obbligatorietà del contratto (pacta sunt servanda) è stato accettato nel nostro diritto. Secondo questo principio il contratto deve essere adempiuto come è stato concluso. La parte deve adempiere la sua prestazione anche se le condizioni del contratto sono divenute più onerose e l’equilibrio del contratto è stato frustrato agli eventi successivi. Il principio dell’obbligatorietà del contratto costituisce il base del diritto delle obbligazioni insieme ai principi di sicurezza di diritto e buona fede. Tuttavia, questo principio è stato limitato dagli altri principi del diritto privato. Le condizioni su di cui il contratto è stato fatto possono alterare sostanzialmente a causa degli eventi sopravvenuti altrettanto che non si possa aspettare l’adempimento da una delle parti. In questo caso vi sarà una contraddizione fra il principio dell’obbligatorietà del contratto e l’equilibrio del contatto e rimanere legato a questo principio sarebbe contrario all’equità e buna fede (CC rt. 4,2). Nella giurisprudenza si risolva questa contraddizione col principio di (Clausula Rebus Sic Stantibus – eccessiva onerosità sopravvenuta þartý – adattamento del contratto alle nuove condizioni)” Yargýtay 13. Hukuk Dairesi [Cassazione Civ. Sez. XIII], E. 1998/5829 K. 1998/7843 T. 15.10.1998
“…Secondo il principio dell’obbligatorietà del contratto il contratto deve essere adempiuto come concluso e si deve osservare le condizioni del contratto. Il principio dell’obbligatorietà del contratto costituisce il base del diritto delle obbligazioni insieme ai principi di sicurezza di diritto e buona fede. Le condizioni su di cui il contratto è stato fatto possono alterare sostanzialmente a causa degli eventi sopravvenuti altrettanto che non si possa aspettare l’adempimento da una delle parti, e nel caso degli avvenimenti come guerra, una cirisi economica nel paese, un aumento dramatico nell’inflazione, svalutazione nella moneta vi sarà una contraddizione fra il principio dell’obbligatorietà del contratto e l’equilibrio del contatto e rimanere legato a questo principio sarebbe contrario all’equità e buna fede. Nel diritto Turco-Svizero si riferisce al principio di buona fede per superare questi risultati, l’alterazione sostanziale dell’equilibrio del contratto al fine di rendere l’adempimento molto oneroso, si tratta della “presupposizione”. In tale casi, si potrà domandare l’adattamento del contratto, l’intervenzione del giudice al contratto secondo il concetto dell’impévision o della clausula rebus sic stantibus. L’adattamento del contratto è stato accettato nella dottrina e nella giurisprudenza...” Yargýtay Hukuk Genel Kurulu [Consiglio Generale della Sezione Civile della Corte di Cassazione] E. 2001/15-402 K. 2001/459 T. 30.5.2001
21.“…Nei contratti di costruzione contro piani, le singole proprietà solitarie delle parti o in altre parole, le azioni di terrano delle parti sono gia decise, il prezzo in tali contratti è preciso. Secondo l’articolo 365/2 del codice delle Obbligazioni, nel caso se gli eventi imprevedibili o prevedibili pero non sono stati considerati dalle parti rendono l’adempimento del contratto molte oneroso al fine di impedire l’adempimento o rendere l’adempimento molte oneroso, il giudice può utilizzare il suo potere di aumentare il prezzo del contratto (nel nostro caso, l’azione)o decidere alla sua risoluzione. Nel nostro caso concreto, si deve esaminare se l’adempimento è divenuto molte oneroso prendendo in considerazione il rapporto della banca Iller, se questo è il caso, che doveva essere considerato come un caso di adattament osecondo l’articolo 365/2 del Codice delle Obbligazioni, si doveva decidere se la domanda dell’aumento dell’azione dell’attrice doveva essere considerata e non è stato legale la decisione del respinto col motivo scritto.” Yargýtay Hukuk Genel Kurulu [Consiglio Generale della Sezione Civile della Corte di Cassazione], E. 2003/15-125 K. 2003/141 T. 5.3.2003
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